Caggionetti & nostalgia: quando una gara di “Caggionetti” ti riporta adolescente a Castellalto – Sdijuno – Caggionetti e altri rimedi

CASTELLALTO (TE) – Ieri sera partecipare alla Gara dei Cagionetti di Castellalto è stato un immenso piacere e un vero onore. Per me, cresciuto a San Nicolò a Tordino, tornare su questa collina così familiare è stato come fare un salto nel passato. Da ragazzo, quasi ogni domenica si saliva a Castellalto per l’aperitivo da Gianpaolo e Domingo, un locale storico e autentico “must” delle colline teramane. Ritrovarmi qui, in occasione della rinascita di una tradizione tanto amata dopo sei anni, ha risvegliato ricordi, emozioni e un senso di appartenenza difficile da spiegare.

I ricordi del Festival delle Birre Artigianali di Castellalto

Rivedere Castellalto in festa mi ha riportato alla mente anche la prima edizione del Festival delle Birre Artigianali, un manipolo di giovani sognatori che hanno creato una delle feste più belle dell’intera nazione. Ho visto quel festival crescere anno dopo anno, diventare un punto di riferimento per l’Abruzzo e non solo, fino ad arrivare alla sua versione invernale… quando beccammo pure la neve! A San Nicolò, per capire se stesse arrivando una nevicata, bastava guardare verso la collina di Castellalto: appena si imbiancava, il freddo calava anche in pianura. E allora via, tutti a divertirsi con slittini, camere d’aria di camion e furgoni, e dopo alcuni anni i primi bob. Ricordi lontani, che sembrano appartenere ad un’altra era.

La Gara dei Cagionetti: tradizione, qualità e calore umano

Essere ieri membro della giuria è stato come vivere un piccolo viaggio indietro nel tempo. I cagionetti, uno dei simboli della tradizione dolciaria abruzzese, erano uno più buono dell’altro: ripieno di castagne al cioccolato, alla mandorla tostata, al rum e cacao. Sapori che riportano subito alle cucine di una volta, ai Natali rumorosi, alla tradizione artigianale fatta di gesti tramandati.

La giuria all’opera nella sala consiliare

Questa edizione, ospitata all’interno del Villaggio di Babbo Natale di Babbogiocando 2025, la prima organizzata dall’Associazione Real Gambrinus, ha mostrato ancora una volta quanto sia vivo il cuore di Castellalto. La comunità, le signore custodi delle ricette antiche, il lavoro silenzioso dei volontari: tutto trasmetteva calore umano e identità.

In giuria eravamo affiancati da figure preziose per il territorio:

  • il sindaco Aniceto Rocci,
  • Marta Di Marcoberardino, presidente provinciale dell’Associazione Cuochi,
  • l’intramontabile Pierina Di Marco, memoria storica dei cagionetti,
  • Noemi Pica, amministratrice dell’Accademia della Cucina Teramana,
  • e il sottoscritto.
Federica Teseo, Aniceto Rocci, Noemi Pica, Pierina Di Marco, Marta Di Marcoberardino, io, Antonella Sposetti.

Valutare non è stato semplice: ogni cagionetto raccontava una storia. Alla fine, il podio è andato a Nada Furii, Emmanuela Di Marco e Loretta D’Ignazio, accolte dall’applauso affettuoso del paese.

Federica Teseo, Marta Di Marcoberardino, Nadia Furii, Antonella Sposetti.

Il dopo-gara: il vero spirito di Castellalto

E poi è arrivata la parte più autentica: il dopo. Una birra eccellente nella cantina di Massimiliano Timoteo, risate con la squadra del Castellalto, pizza del forno locale, hot dog e lunghe chiacchiere su ristoranti, tradizioni e ricordi d’infanzia. In quel fondaco si respirava il vero spirito del paese: amicizia, semplicità, calore.

Birra ufficiale del Festival delle birre artigianali, CastHELLalto.

Un ringraziamento speciale ad Antonella, Federica, Massimiliano, Gianfranco e a tutte le persone che hanno lavorato con passione per riportare in vita questa splendida tradizione.

Un ritorno a casa

Passare questa serata a Castellalto è stato come tornare in un tempo che pensavo perduto. E invece era ancora tutto lì, vivo, pulsante.

A Castellalto, la tradizione è tornata a casa — e io insieme a lei.
Ci vediamo al prossimo sdijuno.

Giancarlo Pierannunzi